Perché educazione per tutti?
Questi bambini potrebbero essere i leader, le stelle sportive, i dottori e gli insegnanti di domani. Però, senza educazione, sono costretti a vivere in povertà. Sono pronti a fare i compiti ma le tasse scolastiche, i conflitti, il lavoro nelle fabbriche e sui campi, la perdita dei genitori a causa delle malattie, il costo di un’uniforme per la scuola o a volta semplicemente il fatto di essere una bambina gli impedisce di andare a scuola. Qualunque sia la loro situazione – che siano orfani, rifugiati, poveri, disabili, bambini-soldato, bambini lavoratori minorenni o provenienti da un ambiente svantaggiato– il risultato è lo stesso: gli è tolta la possibilità di studiare e non saranno mai in grado di realizzare il loro potenziale.
L’educazione sconfigge la povertà – e permette alle persone di aiutare se stesse. L’educazione è un elemento chiave per rompere il circolo della povertà nelle famiglie, nelle comunità e in paesi interi.
- Porta a una crescita economica, alla democrazia e a un futuro più stabile.
- L’educazione è il mezzo più utile a nostra disposizione per lottare contro la povertà ed è un investimento che alla fine rende: se un bambino riceve un’educazione, potrà eventualmente guadagnare di più ed essere in grado di sostenere più facilmente la sua famiglia.
- Un bambino che va a scuola guadagnerà il 10% in più per ogni anno di scuola e avrà il 50% di rischio in meno di essere infettato con l’HIV/IDS se finisce la scuola elementare.
C’è un bisogno urgente di Educazione per tutti se vogliamo sconfiggere la povertà, le malattie e la fame. L’educazione può offrire speranza e un futuro ai bambini nei Paesi in via di sviluppo che disperatamente meritano un’occasione nella vita.
Sofia
“Sono Sofia dalla Tanzania. Ho 13 anni
Mi piacerebbe veramente andare a scuola un giorno ed essere come le altre ragazze con le loro uniformi. So che se vado a scuola, un giorno sarò in grado di aiutare la mia famiglia dal momento che avrò un buon lavoro con una buona paga.
Prima trascorrevo le mie giornate sorvegliando il bestiame e le capre per mio padre ma la maggioranza degli animali è morta a causa della siccità. In questo periodo mio padre è molto malato e l’hanno portato a un ospedale molto lontano per un trattamento – mi piacerebbe poter fare qualcosa per aiutarlo.
In questi giorni, aiuto mia madre a vendere frutta al mercato e contemporaneamente sbrigo le faccende domestiche. E quando mia madre si ammala, devo andare al mercato da sola, dal momento che abbiamo bisogno di soldi per comprare il cibo e le altre cose necessarie.
Pedro
“Eccomi , sono Pedro. Vivo in un campo di rifugiati che si chiama El Triumfo in Guatemala. Sono nato qui. Fino a un paio di anni fan nel mio paese c’era una guerra molto lunga e molto sanguinosa. In quel periodo la vita era molto pericolosa dove viveva la mia famiglia e i miei genitori hanno dovuto lasciare il loro villaggio e venire in questo campo per trovare sicurezza. Mi hanno raccontato che, dopo aver abbandonato il loro villaggio, la loro casa, la scuola e l’intero villaggio sono stati distrutti.
Anche se il campo non è come un villaggio, facciamo del nostro meglio per renderlo un buon luogo per vivere. La mattina, aiuto mia madre a fare la tortilla e dopo vado con mio padre a sorvegliare gli animali. La cosa migliore è che nel pomeriggio vado a scuola. Per molto tempo non c’è stata nessuna scuola qui ma adesso ci vado ogni giorno. Questo è molto importante per me perché da grande voglio fare il dottore per curare le persone dove viviamo.”